Teatro degli orrori live a Roma In un Circolo degli artisti stracolmo, la suggestiva, ipnotica, grottesca e diabolica presenza del Teatro degli Orrori si è rivelata nel massimo della sua a dir poco splendida forma Rock. La formazione, nata nel 2005 da una miscela sanguigna di fuoriusciti da gruppi del panorama alternativo italiano, porta sul palco i pezzi del nuovo "A sangue freddo", album che dal vivo suona ancora più maledetto e oscuro. Capovilla ci trascina nel mondo maledetto di suoni indie-rock sapientemente miscelati dal cervello del gruppo, il bassista Giulio Favero: la sua verve è a dir poco diabolica, e spazia da momenti di totale invasamento (Mai dire mai è un puro delirio) ad attimi di consapevolezza estrema. Da buon attore di teatro, si fa possedere dalla scena e ingabbia il pubblico in una dimensione agghiacciante, da girone dantesco, non lesinando il contatto fisico con i fan scatenati. Ma oltre alla rabbia, il controllo: quello con cui presenta al pubblico la situazione del delta del Niger, cantata nel singolo "A sangue freddo", dedicata al grande poeta nigeriano Ken Saro-Wiwa. E' pure sempre uno spettacolo, e Capovilla e i suoi lo sanno: il suono è elaborato, industriale, a volte gotico come nel pezzo introduttivo che per poco ha spiazzato chi ascolta, illudendolo di essere finito a vedere un gruppo cover degli Editors. Ma la magneticità di questa band è tale da farci sperare che nei prossimi anni diventino a tutti gli effetti l'icona rock di questo strano paese che è l'Italia.
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