Tornano a Roma Le Luci della Centrale Elettrica
Tornano a Roma due interpreti molto apprezzati della musica italiana ed internazionale, per offrirci due diversi modi di intendere il cantautorato oggi: Le Luci Della Centrale Elettrica e Shannon Wright.
GIOVEDI’ 01 OTTOBRE
aperitivo 19:00
botteghino 20:00
concerti 21:00
ingresso 10 euro + 1,50 euro d.p.
@ CIRCOLO DEGLI ARTISTI
Via Casilina Vecchia 42 - Roma
infoline: 06 70305684; info@circoloartisti.it
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
Dopo tantissimi concerti in giro per la penisola, per questa data Vasco Brondi sarà accompagnato da Alessandro "Asso" Stefana (compositore, chitarrista, collabora con Vinicio Capossela, Mike Patton e altri) e Rodrigo D'Erasmo (violinista degli Afterhours) che hanno anche collaborato al riarrangiamento (assieme ad Enrico Gabrielli, polistrumentista, ex Afterhours, ora componente di Calibro 35 e Mariposa) di "La lotta armata al bar”, di cui presto vedremo il video. La formazione live è completata da Daniela Savoldi (violoncellista degli Man Avec Les Lunettes).
In concomitanza con l’uscita del nuovo singolo verrà ripubblicato da Baldini & Castoldi Dalai, con una nuova veste e nuovi contenuti, il libro "Cosa Racconteremo di Questi Cazzo di Anni Zero", uscito l’anno scorso per una libreria indipendente bolognese .
Il libro è un romanzo-monologo, un racconto interiore, a cui si uniscono fogli di appunti scritti a mano: idee, schizzi, e su tutto, la libertà di osservare il fuori per rispecchiare il dentro, quello che forse ci accomuna tutti, con «i nostri occhi pieni di disordine».
In un linguaggio criptico, ma ben riuscito, questo volume è come una lunghissima canzone, fatta di immagini e suggestioni che, se estrapolate, sembrano poesie. Metafore ispirate dal quotidiano e lirismo da strada. Fotografie di stanze disordinate si sovrappongono a quelle di quartieri abbandonati a se stessi, visioni e flash che attingono da quell’immaginario suburbano e surreale che ha fatto la fortuna della musica de Le Luci Della Centrale Elettrica. Una sorta di flusso di coscienza lontano da ogni schema narrativo e da ogni regola. «Adesso se fossimo in un telefilm ti dicevo che ti amavo. Così, coniugando anche male i verbi. E noi siamo meglio di un telefilm. E infatti non ci diciamo niente.» Parole semplici che fanno riflettere, che lasciano tracce in ognuno di noi.
SHANNON WRIGHT
La Francia scopre un po' stupefatta il malessere di Shannon nel 2001, quando la musicista arriva in terra europea accompagnando i Calexico in tour. In quasi dieci anni, Shannon Wright è diventata una referenza di integrità e di sincerità, due qualità che gli valgono il rispetto di tutta la professione e di un fedele fan-club. Oggi lascia
indietro la sua immagine di animale feroce grazie a Honeybee Girls, un disco luminoso e ispirato.
Nel 1999 (ri)nasceva un’artista, intera ed appassionata come ne esistono pochi, pure nell’ambiente della musica detta “alternativa” che aveva voluto lasciare, dopo la delusione con il suo primo gruppo Crowsdell. Shannon si costruisce allora un mondo nel quale può cantare, urlare, piangere, sussurrare tutte le emozioni del suo cuore.
Ed il suo cuore è talmente caricato di frustrazioni e di desideri, di utopie e di delusione, che ha avuto bisogno di quattro dischi per spegnere l’incendio ed arrivare a placarsi. Flight Safety (1999), Map of Tacits (2000), Dyed in the Wool (2002) e Over The Sun (2004) esplorano ciascuno al modo loro la rabbia e l’angoscia, con una produzione semplice (firmata due volte da Steve Albini).
Il palco è allo stesso modo il suo elisir e la sua terapia. Trasforma il suo mal essere in una furia distruttrice. Armata di una semplice chitarra elettrica, il viso nascosto dietro una spessa frangia rossa, investe lo spazio con la sua convinzione ed i suoi riffs nervosi. Seduta dietro un organo (di preferenza un Wurlitzer vintage), con la sua pettinatura di adolescente e la potenza della sua voce che affascina il pubblico in ogni luogo dove passa.
La situazione dunque si risana e nell'autunno dello stesso anno l'incontro con Yann Tiersen sfocia nell'album sobriamente intitolato Yann Tiersen & Shannon Wright e nella piccola ma eccezionale serie di concerti dei due musicisti. Il tocco di piano di Shannon, che non ha niente da invidiare a quello di Yann, si sviluppa e lascia intravedere delle possibilità non esplorate.
C'è senz'altro qualcosa di tutto questo nella nuova immagine che ci manda Shannon Wright nel 2007. Let In the Light è l'album di una certa maturità, riflesso di una vita che si è placata senza per questo essersi del tutto riordinata, fuori dal business della musica ma che non si sacrifica e ripiega su se stessa. Registrato ad Atlanta con il suo vecchio complice Andy Baker, Let In the Light sorprende per la sua profondità e la sua ricchezza.
Con il suo complice di sempre Andy Baker (bassista e fonico) e Brant Rackley (batterista dei Japancakes) Shannon Wright si rivela ancora altra nel suo nuovo disco Honeybee Girls.
La caricatura della passionaria rock, alla quale tanti volevano ridurla, sparisce per lasciare il posto ad una giovane femmina alla voce luminosa. Ovviamente i vecchi demoni non sono tutti morti e si difendono energicamente in due brani elettrici (“Trumpets on New Year’s Eve” e “Embers in Your Eyes”). Ma Shannon non urla più contro la vigliacca dell’altro, riesce a dominarla (“Never Arrived”, “Strings Of Epileptic Revival.”). Non parla più dei rimorsi del passato, gli trasforma in un dolce eco immateriale che accarezza gli strumenti (“Tall Countryside”, “Honeybee Girls”). Scopriamo cosi grazie a Honeybee Girls una produttrice che affronta i suoi taboos : acustico ed elettronico. Pianoforte, organo, chitarre, cello trovano un soffio inedito con elementi elettronici discreti. Queste nuove aspirazioni si cristallizzano nel brano "Father" che dovrebbe conquistare i fan di Bjork e Radiohead.
Honeybee Girls è sicuramente una pietra bianca nel percorso di Shannon.
INFO
http://www.leluci.net/
http://www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica
http://www.knowwave.com/shannonwright/
http://www.myspace.com/shannonwright
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