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Gli Easy Cure, Cover band ufficiale italiana dei Cure, in concerto a Roma il 21 settembre al Teatro Vigano’. Intervista a Francesco Riccioli


Nella cittadina di Crawley, nel lontano 1976, durante il periodo scolastico, tre ragazzi decidono di formare una band. Originariamente battezzato come Easy Cure, il gruppo ruota intorno alla carismatica ed intrigante figura del cantautore e chitarrista Robert Smith. Fonti di grande ispirazione, in quel periodo, erano David Bowie e Alex Harvey, precursore del movimento punk inglese. Dopo aver iniziato in tre, la line-up ha subito numerosi cambiamenti nel corso del tempo. Ad ogni nuova formazione il gruppo è riuscito ad trovare rinnovata ispirazione, sperimentando di volta in volta stili e atmosfere diverse, poeticamente celebrate in ogni album. Sebbene ancora attivi, sono in molti a concordare che il periodo di massima ispirazione per i Cure si sia esaurito nei primi anni '90. Tuttavia, l'impronta lasciata nella storia della musica è tale che risulta spontaneo osservare ogni mossa di Robert Smith con estremorispetto ed interesse.

In questo periodo i Cure hanno pubblicato dei nuovi singoli che anticipano l’uscita del loro nuovo album. Dopo l’abbandono del tastierista Roger O’Donnell e del chitarrista Perry Bamonte, è rientrato in formazione il grande Porl Thompson, allontanatosi nel 1995 per un’esperienza al fianco di Jimmy Page e Robert Plant, in quel periodo in tour. L’ultimo album dei Cure, risalente al 2004, ha visto il gruppo inclinarsi verso uno stile poco consono alla tradizione, probabilmente a causa dell’intervento ‘sperimentale’ di Ross Robinson, produttore di musica new metal. Questa volta i fan si aspettano un grande ritorno alle origini, e le previsioni, all’ascolto dei nuovi singoli, sembrano ottime. Gli Easy Cure rappresentano la band-tributo ufficialmente riconosciuta dai Cure in Italia. La band è formata da cinque ragazzi fiorentini, legati dalla passione per la musica del leggendario gruppo new-wave inglese, che hanno battezzato la loro formazione con il nome originario dei Cure, risalente al 1976.

In Italia la presenza dei Cure è sporadica, in effetti i tour ufficiali hanno la cadenza di uscita degli stessi album, ovvero una volta ogni quattro anni circa. In questo contesto, il tributo degli Easy Cure è quanto mai apprezzato dai fan italiani e amanti del genere pop rock, dark e new wave inglese. In occasione del concerto degli Easy Cure a Roma il prossimo 21 settembre presso il Teatro Viganò, abbiamo intervistato il bassista Francesco Riccioli, che ci racconta come è iniziato tutto, fino all’emozionante incontro con i Cure.

Luca Bordoni :

Chi ha avuto l'idea di formare il gruppo?

Francesco Riccioli :

Io e Luca (Luca Licandro, il cantante n.d.r.), coadiuvati da tal Marchino Dj, entrambi appassionati dei Cure.

Luca Bordoni :

Come riuscite a conciliare la vita o il lavoro con la vostra passione?

Francesco Riccioli :

E’ la passione che ci spinge a superare i problemi legati al tempo, al lavoro e agli impegni in generale… alla fine siamo ripagati di tutti i sacrifici che facciamo!

Luca Bordoni :

Vi capita di dormire poco per provare i pezzi...

Francesco Riccioli :

In passato... adesso viviamo un po’ di rendita… ma non troppo!

Luca Bordoni :

Quali sono state le difficoltà che avete incontrato all'inizio?

Francesco Riccioli :

Amalgamare il gruppo, creare una nostra identità, un percorso sonoro che andasse al di là della semplice esibizione di cinque ragazzi ‘immaginari’.

Luca Bordoni :

Quindi avete pensato da subito alla realizzazione di un vero e proprio show in stile Cure... il più professionale possibile insomma!

Francesco Riccioli :

Diciamo di sì, anche se all’inizio eravamo più orientati ad imparare semplicemente i pezzi…

Luca Bordoni :

Oggettivamente, senza false modestie, affermereste di essere la band-tributo dei Cure che offre la migliore qualità di cover?

Francesco Riccioli :

Questo è chiaro... sto scherzando!!!

Luca Bordoni :

Nel vostro caso, quanto pesa il fatto che la voce di Luca Licandro è molto simile (per non dire identica) a quella di Robert Smith?

Francesco Riccioli :

Diciamo una bella percentuale… direi oltre il 50%!

Luca Bordoni :

Certo, naturale, senza togliere nulla togliere agli altri comunque! Quale album dei Cure preferite interpretare?

Francesco Riccioli :

La trilogia dark per eccellenza: Seventeen Seconds, Faith e Pornography.

Luca Bordoni :

Com'è stato incontrare i Cure?

Francesco Riccioli :

Un’emozione unica… soprattutto parlare di calcio e donne con Simon Gallup (il bassista dei Cure, n.d.r.)!

Luca Bordoni :

Vi hanno passato consigli sulle tecniche da utilizzare? O avete solo parlato di donne e calcio?

Francesco Riccioli :

Sarebbe stato un discorso troppo serio... cosa che noi evitiamo!

Luca Bordoni :

Cosa pensate dei cambiamenti della loro musica?

Francesco Riccioli :

Erano e sono inevitabili per poter restare sulla scena per oltre vent’anni… ma da qui a condividerli la strada è lunga! Direi un percorso perfetto fino a Wish… dopo hanno subito qualche sbandata.

Luca Bordoni :

In quale paese o città il pubblico vi ha trasmesso più calore?

Francesco Riccioli :

Direi Roma… anche se Milano e Firenze non sono trascurabili… Ma dopo fiumi di birra... anche un pubblico di due persone ti trasmette calore!

Luca Bordoni :

La risposta dei fan dei Cure nei vostri confronti è notevole, avete mai pensato di incidere un CD di cover? In alcuni paesi dei gruppi l'hanno fatto, sebbene siano reinterpretazioni elettroniche...

Francesco Riccioli :

Non condividiamo troppo l’idea, sarebbe una ripetizione inutile… inoltre ora, nell’era digitale, i supporti come i CD sembra che stiano scomparendo… adesso sento Steve Jobs per sapere se ci promuove su Itunes (sorride, n.d.r.)!

Luca Bordoni :

Il tastierista dei Cure non è più nella band. Paradossalmente, la vostra formazione potrebbe offrire performance migliori dei Cure sui brani classici…

Francesco Riccioli :

E’ azzardato dirlo… ma penso che senza le tastiere i Cure abbiano perso un’alta percentuale del loro fascino.

Luca Bordoni :

In pezzi come “The Kiss”, “Plainsong” o altri in cui le tastiere si facevano sentire, la differenza c'è e le vostre versioni sembrano più fedeli!

Francesco Riccioli :

Troppo buono, ma più dei 50 euro pattuiti non ti diamo (falso, non esistono pendenze, n.d.r.)!

Luca Bordoni :

Dopo tanti anni il vostro affiatamento è ancora forte?

Francesco Riccioli :

A livello umano cresce giorno dopo giorno, e non potrebbe essere altrimenti, per come siamo fatti.

Luca Bordoni :

Preseguireste il vostro tributo sei i Cure dovessero sciogliersi?

Francesco Riccioli :

Non aspettiamo altro… e poi sotto con il rimpiazzo!... Trema Robertone!!!

Luca Bordoni :

E noi vi aspettiamo!... Un’ultima domanda. Dicci il tuo sogno piu grande.

Francesco Riccioli :

Credo come milioni di ragazzini in tutto il mondo… suonare negli Easy Cure!... Ah già ma questo si è già realizzato!

Luca Bordoni :

Grazie Francesco, in bocca al lupo per il concerto del 21 settembre.

www.easycure.it



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