Recensione cd Federico Aubele - Panamericana
A tre anni di distanza dal bel debutto “Buenos Aires Grand Hotel” torna con un nuovo album per la ESL Music di Washington l’argentino Federico Aubele; cantautore, dj, chitarrista, discepolo dei Thievery Corporation e paladino di quell’ondata electro-tango che ha ormai oltrepassato i ristretti confini dei club.
Si snoda attraverso tredici brani l’ipotetico viaggio di ritorno verso casa che Federico affronta - spinto da una forte nostalgia dovuta a cinque anni di lavoro in Europa - prendendo come simbolo del suo cammino la via Panamericana, la strada che attraversa l’intero continente americano dall’Alaska alla sua Argentina.
Riesce a miscelare con sapienza stili e colori di queste terre dal grande fascino, in un coinvolgente turbinio di hip-hop, tango e bolero su basi elettroniche. Ne viene fuori un cocktail molto inebriante, nel quale risultano ingredienti decisivi gli ospiti che Aubele coinvolge in una specie di espressione folcloristica collettiva; dalla voce della sensualissima Natalia Clavier che si esprime sia da sola in molti brani - in particolar modo nella superba “Maria José” - e sia in duetto con lo stesso Aubele (con il quale dimostra un ottimo affiatamento) in “En Coda Lugar”, ai Calexico, alle icone sudamericane Vernie Varela, Amparo Sanchez ed i mitici Los Fabulosos Cadillacs.
Sperimentale al punto giusto, trascinante, ballabile ma anche nostalgico e velato di tristezza, il disco si lascia ascoltare con gusto per più volte e con rinnovato entusiasmo. Una musicalità nuova che unisce la tradizione della chitarra classica e del bandoneón all’innovazione delle musicalità elettroniche, senza cadere mai nella facile banalità che questi tentativi nascondono dietro ogni misura.
Roberto Paviglianiti
Enrico Mainero
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